Assemblea 2020 verbale

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ASSEMBLEA   2020

     Cari amici,

     L’epidemia da cui stiamo, speriamo, faticosamente uscendo ha condizionato pesantemente anche gli eventi associativi della Ns. V.O.S.S.: in particolare l’assemblea annuale degli associati. Prevista per fine marzo, la sua convocazione (con l’arrivo nelle vostre case della relativa comunicazione) è stata bloccata all’ultimo momento; ma  comunque non prima di essere costata -per stampa di 9500 lettere, confezionamento, imbustamento e iniziale affidamento a poste private (tanto che qualcuno di voi potrebbe averla ricevuta)- quasi i due terzi spesi per la stessa operazione l’anno precedente. Pensare ad una nuova convocazione (che peraltro coinciderebbe come data dell’assemblea con un periodo almeno ancora parzialmente festivo) farebbe lievitare la spesa al punto che, se il n° dei partecipanti conferma quello dello scorso anno (11 in tutto!), per ogni partecipante avremmo un costo di circa 1.000 euro…..Il Consiglio Direttivo, nel rispetto delle Ns. (che sono in fondo le vostre) risorse economiche, ha deciso allora all’unanimità di ricorrere alla via telematica per informarvi sulle realizzazioni della VOSS nel 2019 e, ormai, anche della prima metà, anzi dei primi 2/3, del 2020.

     Aggiornarvi su quanto accaduto alla Ns. Associazione significa parlarvi ovviamente soprattutto dei prelievi di sangue effettuati presso la Ns. Sede Sociale, l’unità di raccolta (U.d.R.) di via Luigi Guercio 420. Ciò dal momento che le donazioni a livello ospedaliero si sono ridotte a livello critico: anche voi avete percepito che non è un buon momento né per l’ospedale e né per le associazioni. I Riuniti oggi raccolgono autonomamente meno di 1000 sacche al mese (praticamente in un anno poco più di quanto si raccoglieva 10-15 anni fa, quando ho lasciato l’ospedale per la pensione) e riescono ad essere autosufficienti solo con l’apporto delle raccolte sul territorio fatta dalle autoemoteche delle associazioni, l’AVIS soprattutto. Tanto che qualcuno del Ns. C. D., a conoscenza che in quelle occasioni parecchi Ns. donatori cambiano associazione, sollecita anche per noi l’acquisto di un’emoteca. Proposta che non mi sento di incoraggiare per evitare contrasti, che è proprio l’opposto di ciò che ci si attende da un’Associazione come la nostra che ha come principi fondanti rispetto degli altri e solidarietà. Circa le donazioni in ospedale, ricorderete che negli anni passati le Ns. donazioni quotidiane erano in media più di 10 arrivando anche a 12-13. Oggi arrivano a stento a 5 o 6 (con un ulteriore calo dopo il Covid), cui sono da aggiungere per fortuna (oltre quelle presso la Ns. Sede Sociale, di cui parleremo in seguito) quelle presso i Ns. gruppi associativi di Castel San Giorgio, San Cipriano Picentino, Il Punto di Baronissi e Bracigliano, oltre alle sedi ospedaliere di Cava de’ Tirreni e Curteri di Mercato San Severino (ricorderete però che noi raccoglievamo sangue anche presso la Clinica del Sole, il gruppo “Castellani di Giovi”, e la parrocchia di San Gaetano di Salerno, presso la “Solidarietà” di Fisciano ed il Liceo di Roccapiemonte: sedi annullate dall’ospedale perché “poco produttive”; ma erano sempre fonti  preziose a parer mio: 850 donazioni l’anno da un calcolo approssimativo, ma probabilmente in difetto!). Comunque la riduzione della Ns. raccolta è evidente, specie se raffrontata con quelle degli scorsi anni: nel 2019 sono state donate dalla VOSS 3850 unità (ovviamente comprese quelle della Sede Sociale) mentre già nel 2018 (con soli 5 mesi di raccolta c/o la S.S.) erano state 4450 e nel ’17 (senza la raccolta autonoma) 4530. Ma tenete presente che negli anni 2013-’14 avevamo superato, e anche di parecchio, quota 5000…. Determinante è stato anche il movimento, in entrata ed in uscita, dei Ns. donatori: i primi, cioè quelli che donando per la prima volta si sono iscritti alla VOSS (ma ovviamente non è detto che continuino a donare) sono stati poco più di 1/3 (290) rispetto a quelli (888) che hanno lasciato le donazioni, per motivi che io chiamo fisiologici (età, malattie, terapie, trasferimenti e sospensione dalle donazioni) o meno (dimissioni, revoche o mancato ritorno negli ultimi 5 anni). Proviamo a pensare dove ci porta questo trend. Sono verifiche che si commentano da sole ma che lasciano seriamente preoccupati (anche egoisticamente pensando a ciò che potrebbe attenderci se dovessimo noi passare da donatori a riceventi).  I motivi? Quelli soliti: distanza del SIT dal centro città con necessità di mezzo proprio o pubblico (con tutti i problemi che ben conosciamo), parcheggio dell’ospedale già esaurito alle 8,15 mentre a quell’ora le operazioni di donazione sono appena cominciate, distanza del SIT dal parcheggio, eccessiva perdita di tempo (AA. donatori dicono che “si perde tutta la mattinata”), dover tornare 2 volte se abbisognevoli di ECG, frequente mancato arrivo degli esami (problema non del tutto risolto, anzi sicuramente peggiorato, attraverso la via telematica), limitata disponibilità del personale ad autorizzare esami aggiuntivi, anche se previsti dalla legge (ferritina ed HDL) o dalla Direzione Sanitaria (PSA ed es. tiroidei). Dicono taluni di voi che a volte hanno la sensazione che debbano essere loro a dover dire grazie agli operatori del SIT e non il contrario.

     E’ perciò che ho sentito la necessità di far nascere la V.O.S.S.; è per questi motivi che, nonostante i grandi sacrifici anche economici che la cosa richiede (e che vi ha tolto anche la gioia dei pranzi sociali), è nata questa Sede Sociale e la relativa Unità di Raccolta, al centro di Salerno e con parcheggio convenzionato sottostante (per risolvere i due problemi più grossi). Ricorderete che per essere operativi abbiamo dovuto penare per verifiche, accreditamenti ecc. oltre 5 anni, da aprile ’13 a giugno ’18, (durante i quali, tanto per ricordare, abbiamo pagato un affitto di 850 euro al mese) ed ancora oggi abbiamo continui problemi specie telematici in particolare col SIT di Salerno mentre per fortuna va molto meglio con quello di Battipaglia da cui abbiamo gratitudine ed elogi: abbiamo infatti convenzione con entrambi gli ospedali. Ma come vanno ad oggi le raccolte in questa U.d.R.? Tutto sommato abbastanza bene, specie dalla Ns. ripresa postvirus; ma veniamo ai numeri: il 3 febbraio avevamo raggiunto la quota di 1000 donazioni in 134 sedute di raccolta. A metà marzo, quando ci si è dovuti fermare, le raccolte in toto erano state 140 con 1030 donazioni: significa una media di 7,35 a raccolta mentre la nostra capacità logistica e lavorativa ne avrebbe consentito fino a 10-12, il che ci avrebbe permesso anche di “non andare in perdita”, se volessimo vedere anche l’aspetto economico del Ns. impegno. Ma, come sapete, io ne prescindo del tutto perché a parlare di denaro ci si sporca e non si può più parlare di sangue. Poi “è venuto il virus” e qualcosa è cambiato, stavolta in meglio (anche se per quasi 2 mesi si è sospesa la raccolta). Se avessimo potuto tenere l’assemblea a marzo avrei sollecitato ancora una volta la Vs. attenzione sull’importanza della puntualità nella risposta ai Ns. appelli: avreste sentito che dovevamo chiamare più di 50 donatori perché se ne prenotassero una ventina di cui poi non venivano più di 5 o 6 (pensate, il primo dicembre sui 23 prenotati non è venuto nessuno). Né potevamo chiamarne di più perché, se poi effettivamente venivano avremmo potuto avere problemi logistici o di operatività (attese esagerate). Oggi invece, nel postvirus, per evitare assembramenti prevediamo convocazioni solo per prenotazione oraria (4 o 5 donatori l’ora), il che vi consente anche di  “sbrigarvi prima”. Per conoscere date di raccolta e modalità di prenotazione vedi l’articolo “Ripresa dell’attività di raccolta c/o la Ns. Sede Sociale”  sul Ns. sito “donatorivoss” alla voce “bacheca” mentre per facilitare la Vs. venuta consultare l’articolo “Raccolte di sangue presso la Ns. S.S. di via L. Guercio”. La convocazione su prenotazione ricorderete che è stata da sempre un mio “pallino”. I più in età tra voi ricorderanno che era stato un mio tentativo già ai tempi della Clinica del Sole, che però naufragò miseramente per la mancata puntualità della maggioranza dei donatori. Oggi però, che la legge lo impone quasi, sta finalmente dando i suoi risultati. Pensate, prima la media delle raccolte in S.S. si aggirava, come dicevo, sulle 7,35 unità (per cui l’ospedale minacciava di chiudere la convenzione). Con questo nuovo sistema di chiamata superiamo le 11  e siamo praticamente  a  12 donazioni a raccolta, cioè il valore che noi consideravamo auspicabile: da metà maggio con altre 26 raccolte abbiamo raggiunto quota 1349 unità. Sicuramente questi risultati c’incoraggiano ma essi sono segni della Vs. soddisfazione. Espressa già nei primi 3 mesi di raccolta attraverso il previsto questionario (relativo a logistica, professionalità e “aspetto umano” del personale) che ha riguardato le prime 150 donazioni, ha avuto un ulteriore incremento a seguito di questo nuovo sistema di chiamata e prenotazione. Pensate una donatrice nell’ultima settimana ha detto “Sembra di stare in una SPA”…….ne abbiamo riso, ma ci siamo anche chiesti se determinante non sia la componente umana appunto legata al fatto che alla VOSS siamo o siamo stati tutti donatori per cui sappiamo bene che significa “stendere il braccio”. Con accoglienza e disponibilità del personale cerchiamo infatti di far percepire al donatore il giusto valore del suo gesto. A tal proposito mi viene spontanea una considerazione sociologica legata al momento particolare che stiamo ancora vivendo, da cui penso tutti abbiamo percepito che un insegnamento dobbiamo trarre: io dico che, specie ai gg. nostri, ben prima del Covid, ciascuno viveva in uno splendido isolamento -un antico filosofo parlava di “monadi”-  in cui pensavamo di non aver bisogno di niente e di nessuno. Oggi l’obbligo di distanziarci fisicamente (al punto che se qualcuno si avvicina, anche con mascherina, ci viene spontaneo distanziarci) ci mostra quanto è brutto vivere così. Bene, il donatore, all’opposto, è uno che non solo vive con gli altri, ma vive per gli altri.  Ecco, questo siete voi: a nome di tutta l’umanità sofferente, da noi un profondo grazie.

     Dal momento che, da quando -nel 2016- sono sulla bacheca del Ns. sito, non molti donatori hanno preso visione delle tutele previste dalla VOSS per i suoi associati, (a tal proposito anzi con rammarico constatiamo che tutti i Ns. articoli sono poco visitati) vi ricordiamo, come facciamo di solito ogni 2-3 anni, che assicuriamo con frequenza annuale la profilassi per le più frequenti malattie neoplastiche (utero, mammella, intestino, prostata), lo screening della celiachia, l’ecografia epatica nelle ipertransaminasemie non virologiche, il controllo cardiologico (ricordiamo che l’ospedale dopo i 60 anni prevede con frequenza annuale l’ECG senza prenotazione né impegnativa del medico) anche di 2° e 3° livello, nei casi in cui c’è indicazione, e la prevenzione della sideropenia con l’omaggio dei Sali di ferro secondo necessità. Tutto ciò perché restiamo convinti che quella trasfusionale sia una medicina (in questo caso preventiva) che aiuta anche il donatore oltre il malato! Per procedure e dettagli consultate dunque l’articolo relativo nella bacheca del Ns. sito già richiamato.

     Volendo parlare dei Ns. progetti per il 2020 (è un po’ tardi?....) ovviamente non possono concretizzarsi che in una sola parola: migliorarci! Tutti insieme, ciascuno per quanto può. Ricorderete che altre volte abbiamo parlato dei tre attori del compito trasfusionale: istituzioni, tecnici e volontariato. Le istituzioni in primis, a tutti i livelli (dagli amministratori ai dirigenti siano essi aziendali, scolastici, associativi e così via, del pubblico e specie del privato -ad es. per i problemi noti circa il riposo retribuito postdonazione….-): possano essi anche dalle nostre parti, come al Nord, recepire che  per assicurare alla comunità, di cui sono responsabili, le adeguate scorte di sangue l’unica fonte è quel tesoro che non ha prezzo: il donatore di sangue! In ciò coadiuvati dall’altro attore, i tecnici (cioè i sanitari dei Centri Trasfusionali) che, confrontandosi più di tutti ed ogni giorno col problema carenza di sangue possano adeguatamente valorizzare e supportare il vero nucleo di tutto il problema sangue: ancora, il donatore. In occasione della crisi delle scorte avutasi in occasione del diffondersi anche al Sud del coronavirus (per la paura infondata -ricordo che non è mai stata documentata la trasmissione del virus per via ematica- di potersi contagiare), è bastato per voi donatori volontari venire a conoscenza della carenza determinatasi per avere, pur non chiamati, un afflusso tale in ospedale per il quale il primario mi chiese di contingentare i Ns. appelli. Pensate, in un solo giorno ho ricevuto 49 telefonate di volontari che volevano informarsi e prenotarsi. Siete voi dunque donatori la parte buona della società, quella su cui si può sempre contare,  quelli che realizzano la solidarietà nella sua espressione più pura. Finché ci sarà gente come voi l’idea del dono incondizionatamente disinteressato non verrà mai meno e la società saprà su cui contare.  Grazie ancora.

     L’Associazione dovrà però confrontarsi nei prossimi mesi con il problema delle dirigenze. Intanto quella del Direttore Sanitario: il dr. De Santis  parla di non continuare per l’anno venturo; la sua esperienza in primis professionale e poi di tutta la legislazione (in particolare sulla qualità) e della gestione telematica della Ns. Unità di Raccolta, che oggi complicano e condizionano il lavoro del trasfusionista, non hanno trovato finora possibili validi sostituti. Anche perché la qualificazione che la legge ed il sottoscritto  in prima persona pongono come condizione irrinunciabile per guidare una U.d.R. come la nostra è subordinata ad una serie di corsi di formazione con frequenze impegnative,  anche delle attività di raccolta, che non è facile acquisire. Ma anche per il mio futuro vedo grosse incertezze. Quello che è certo è che sono entrato nell’ottantesimo anno e inevitabilmente  ho dei problemi di salute per cui faccio sempre maggior fatica a confrontarmi con le difficoltà che mi vengono dall’ospedale, dalla Regione, dalla Sede Sociale e dal Servizio Civile, dalle aziende e dalla tecnologia imperante che “ai miei tempi” non esistevano. Non vedo lontano il giorno quindi in cui anch’io dovrò lasciare, ma, vi assicuro, con la morte nel cuore. Mi restano solo tanti bei ricordi, di stima e di affetto, che devo a voi. Sempre grazie.

     Circa l’abituale punto “Varie ed eventuali” dell’O.d.G. il Consiglio sarà lieto di leggere sulla Ns. mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   (ed io personalmente sul mio cellulare 338/7496577) commenti che vogliate fare e soprattutto consigli che vogliate darci. Che già da ora prendiamo per utilissimi.  

     Per l’esame dei bilanci chiamate il mio cellulare (o quello dell’amministratore Marandino al 328/3351617) per fissare un appuntamento.

     Se  Dio vuole…….al 2021.                                                         IL Vs. Presidente dr. A. Guerrazzi