ASSEMBLEA 2021

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ASSEMBLEA  “SICURA”  2021

     Il Coronavirus ha sconvolto la vita di tutti noi. Nulla è più come prima, specie nei rapporti tra gli uomini. E ha cambiato il Ns. modo di essere anche in seno alla V.O.S.S., riducendo al minimo le riunioni del Consiglio Direttivo e costringendoci a sostituire i Ns. annuali incontri assembleari con la lettura “sicura” di questo mio scritto “da remoto”, così come è già successo lo scorso anno per lo stesso motivo. La dico tutta: più di qualche Ns. donatore già prima del COVID era critico sulla spesa che l’Associazione doveva sostenere per la convocazione dell’assemblea annuale. Pensate, nel 2019 è costata oltre 4900 euro e gli intervenuti all’assemblea sono stati 11; fate un po’ il calcolo di quanto è costata la partecipazione di ciascuno dei presenti. Peggio è andata per lo scorso anno. Prima del lockdoun avevo dato alle stampe la convocazione dei Ns. 9500 donatori, cui aveva fatto seguito l’imbustamento ed il coinvolgimento di alcune poste private per l’inoltro, almeno in parte. Poi tutto si è fermato e ho dovuto sospendere anche l’invio di parte delle missive. Insomma, ovviamente non si è potuto tenere l’assemblea, ma intanto l’operazione era già costata oltre 2500 euro. Quest’anno ho atteso il passaggio della Campania nella “zona bianca” ma, a conti fatti, per perfezionare gli inviti sarebbe occorso un mese e mezzo cui era da aggiungere il tempo necessario per le consegne a domicilio (che devono avvenire ad una distanza dalla assemblea non tanto in anticipo per cui il donatore rischia di scordarsene, ma non tanto tardi da rischiare l’arrivo dopo l’assemblea, come talora lamentato da alcuni Ns. donatori). Insomma c’era una buona probabilità di arrivare a luglio: quanti donatori sarebbero stati disponibili nelle vacanze dal momento che, fuori da esse, ne vengono…..11? E non avremmo creato assembramento....., comunque contravvanendo a norme prudenziali?

     Sento però la necessità, oltre ad essere un Vs. diritto venirne a conoscenza e un obbligo associativo, di rendere partecipi i Ns. donatori -quindi tutti quelli che hanno la pazienza di leggermi- di quanto accade in Ospedale, alla Ns. Associazione, nella Ns. Unità di Raccolta della Ns. Sede Sociale di via L. Guercio 420, sul territorio ed in generale alla donazione di sangue all’ “epoca del virus”.

     Sicuramente la necessità di sangue del S.I.T. di Salerno ha avuto nell’ultimo anno e mezzo un decremento considerevole perché sono stati ricoverati solo i casi indifferibili; ma il decremento delle donazioni è andato ben al di là e, stranamente -ma forse non troppo tenendo presente il problema vaccinazioni di cui parleremo- specialmente in queste ultime settimane in cui (forse l’avrete appreso dai media) c’è stata una vera emergenza sangue in tutta la Campania ma specie nel Ns. nosocomio. Quando si verificano queste crisi noi Associazioni ci sentiamo coinvolte in prima linea; ma quando -come in questo caso- i condizionamenti in negativo, specie quelli che sono relativi alla sicurezza del donatore (o almeno percepiti come tali) superano le motivazioni in positivo….c’è poco da fare. Se poi, risolta la fase critica, consideriamo il gran caldo di questo periodo e il desiderio di liberazione e di vacanza, mai più legittimo di ora, è difficile convincere di venire a donare anche i più motivati (che comunque in buon numero ci dicevano che temevano d'infettarsi), e che spesso -specie appunto in questi ultimi tempi- sono anche irreperibili perché lontani da casa.

     Ma veniamo agli argomenti di cui avremmo dibattuto in sede assembleare: innanzitutto il calo di numero dei  Ns. donatori: 3 anni fa eravate 11.600, oggi ca. 8.900 con un decremento in questo arco di tempo vicino ai 3.000 associati (diviso per 3…..). Tra le cause bisogna annoverarne alcune che definirei fisiologiche -cioè normali- quali raggiunti limiti d’età, malattie, sospensioni per situazioni patologiche, cattive abitudini o esami alterati, terapie in corso (questi donatori, che smettono non per loro volontà, continuano a restare nel novero dei Ns. soci, seppure non attivi) ed altre (quali i trasferiti, che vengono ovviamente depennati dai Ns. elenchi) da considerare anch’esse come realtà inevitabili. Meno positivamente dobbiamo considerare i dimessi (quelli che dichiarano di non volere più donare) e i revocati (cioè quelli che revocano l’appartenenza al Ns. gruppo per iscriversi ad altre Associazioni). In realtà va riconosciuto che molto spesso la responsabilità di queste ultime defezioni è piuttosto delle altre Associazioni (in particolare AVIS e CRI) che, specie in occasione delle raccolte sul territorio provinciale con  autoemoteche, propongono, magari anche con più insistenza del dovuto, ai Ns. donatori il cambio di associazione. Per passare ai numeri, tutti questi di cui s’è detto sono in media 250-300 l’anno. Ma il grosso delle nostre perdite è rappresentato da quelli che non tornano alla donazione in un certo lasso di tempo (per disposizioni trasfusionali i donatori sono considerati attivi solo per due anni e poi si considerano archiviati; nel tentativo di “salvarne” il più possibile la VOSS li archivia -cioè smette di chiamarli per donazione- dopo 5 anni, ma i risultati sono poco significativi). Questi sono più del doppio dei precedenti. Così nel 2019 abbiamo avuto ca. 300 nuovi iscritti e 888 che hanno lasciato le donazioni e nel 2020 i nuovi sono stati addirittura meno di 90 e ca. 1000 hanno lasciato (ovviamente per tutte le motivazioni di cui si diceva). Ciò perché con l’avvento del “COVID” il primario del S.I.T. non accetta più volontari nella sala ristoro del Centro Trasfusionale. Ricorderete infatti che 3 gg. a settimana io o la mia collaboratrice Sabrina Peduto eravamo in sala ristoro (e forse non trovarci vi avrà delusi) appunto per proporre ai donatori alla prima donazione (finalizzata ad un parente o congiunto) la possibilità di tornare a donare facendoli diventare donatori periodici. Ciò approfittando del particolare momento psicologico del neofita: di verifica, nel luogo stesso del bisogno, di cosa significhi la carenza e fino all’emergenza di sangue, della soddisfazione di aver bene agito aiutando nell’unico modo possibile, ma concreto, il loro congiunto e soprattutto dell’innocuità della donazione, forse prima tanto temuta. In media 2-3 neofiti aderivano al giorno; quindi 5-10 a settimana e fino a 4-500/anno, che così compensavano, almeno in parte, le “perdite”. Oggi invece, venuto meno l’ospedale come fonte di nuovi donatori, ci dobbiamo accontentare di quelli che si iscrivono presso la Ns. Unità di Raccolta in Sede Sociale: cioè 1 max 2 (e talvolta neanche quelli) nei 2 gg. di raccolta settimanali: ciò perché a via Guercio vengono pressoché esclusivamente donatori già nostri. Insomma meno di 100 l’anno. Se continua così (100 guadagnati l’anno e 1000 persi)….

     Calo delle donazioni. S’è detto che cosa significa calo (meglio crollo) degli associati. Ma il problema, che non riguarda solo noi associazioni ma l’ospedale intero, è il calo delle donazioni. Nel 4° trimestre 2020, togliendo le donazioni presso la Ns. U. di R. (di cui parleremo in seguito), in Ospedale si sono avute 455 donazioni per la VOSS, cioè una media al di sotto di 5,5 al dì (ben lontano dalle 12,5 di quando lavoravo io o mi ero da poco pensionato al SIT). Pensate, nel 2020 le donazioni per la V.O.S.S. sono state 2463 e mi è venuto il "magone" a confrontarle ad es. col 2012 (10 anni fa!): 5123..... Né le cose sono andate meglio per le altre associazioni cosicché al SIT si sono raccolte intorno a 11000 sacche (nel 2017 erano state ca. 13500). Sicuramente il crollo è legato al problema COVID (per cui i donatori hanno paura di avvicinarsi all’Ospedale) e, in questi ultimi tempi, alle vaccinazioni circa le quali si è diffusa la falsa informazione secondo la quale sospenderebbero la donazione per almeno un mese. Ma anche ai problemi che da sempre i donatori lamentano per la donazione al SIT (lontananza dalla città con i problemi del traffico e del trasporto urbano, problemi di parcheggio ospedaliero, grosse perdite di tempo, problemi o anche solo timore di rischio di assembramento appunto, difficoltà di ottenere esami extradonazionali, frequenti ritardi o mancato arrivo degli esami (anche più frequenti oggi, che la telematica dovrebbe aver risolto….). Donde il numero di donazioni quotidiane al SIT frequentemente inferiore rispetto a quello dei gg. di raccolta della V.O.S.S. presso la Ns. Sede Sociale, che è al centro della città, gode di un parcheggio gratuito sottostante, è convenzionata con cardiologo ed analista ed è assicurata da personale esso stesso donatore, da cui l’ampia e apprezzata disponibilità che mostriamo verso i donatori.

     Donazioni nell’Unità di Raccolta della Sede Sociale: In effetti nella Ns. U. di R. le cose vanno molto meglio di prima, quando raccoglievamo appena 8,5-9 donazioni al dì. Oggi siamo ad una media di 13,5-14 e fino a un massimo di 18. E ciò grazie sicuramente al nuovo sistema di chiamata instaurato dopo il COVID (almeno a questo è servito…..) che esclude qualsiasi possibilità di assembramento: 1)La nostra segretaria seleziona i candidabili alla donazione; 2)La  sig.ra Maria ne chiama 14-15 al giorno, cioè 4-5 per ora; 3)Il collega De Santis qualche giorno prima li richiama da un lato per confermarne la candidabilità dal punto di vista sanitario e specie del COVID e dall’altro per vincolarne di più la volontà donazionale: se ne fa così una mappa definitiva per seduta di donazione. I risultati: in toto 230 raccolte dall’inizio della Ns. attività con un prelievo di oltre 2200 sacche ed una media generale ad oggi di 9,4/die (mentre prima del maggio 2020 era di 7,5); dal 6/5/2020 poi le raccolte sono state 90 con 1268 sacche, cioè una media di 14,1 al dì!

     Raccolte sul territorio: Sul territorio provinciale raccogliamo in media 2 volte al mese, ma anche lì con tanti problemi. Di alcuni si è già parlato (mancanza di rispetto da parte di altre associazioni); ma altri complicano le cose: causa il COVID (ancora!) non si utilizzano le sedi fisse -com’era ad es. per Castel San Giorgio, San Cipriano Picentino, Baronissi- ma l’emoteca del SIT che però da un lato offre spazi molto limitata e dall’altra inevitabilmente espone al rischio di assembramento, per cui alcuni colleghi ci danno una disponibilità di raccolta molto limitata (25 donazioni per raccolta) mentre per altri sarebbe possibile una maggiore convocazione, salvo poi a limitare i prelievi; inoltre, per praticare raccolte occasionali in sedi non istituzionalizzate, il responsabile non raramente ci chiede di rinviare le Ns. raccolte con la conseguenza che i donatori si disorientano; infine i soliti problemi per il COVID (paura di assembramento, prossima o recente vaccinazione ecc.). Pensate, in occasione dell’ultima raccolta a San Cipriano i convocabili erano 722, si sono dichiarati disponibili una sessantina (1 su 10), si sono presentati una ventina (1 su 3) e hanno donato in 15: da 722 a 15….! Verrebbe da commentare: scoraggiante! Le motivazioni del decremento donazionale le abbiamo analizzate, ma pensare che dopo oltre 700 convocazioni telefoniche (quasi 5 gg. di lavoro delle ns. telefoniste), in Ospedale entrano solo 15 unità di sangue…. Mi auguro solo che chi mi legge si convinca che proprio alla luce di queste situazioni attuali e di esperienze come questa, è necessaria per tutti noi una “sferzata donazionale”.

     Conseguenze economiche: Anche se ormai tutti quelli che mi conoscono sanno che non parlo volentieri dell’aspetto economico della attività trasfusionale, e quindi ancor meno di quello della V.O.S.S., di cui sono il responsabile, mi sembra giusto però fare partecipi tutti voi del problema perché i rimborsi associativi che le leggi trasfusionali riconoscono alle associazioni di donatori di sangue mentre da un lato consentono le spese di cui diremo, dall’altra sono danaro di proprietà dei donatori stessi che in qualsiasi momento possono chiederne conto alla direzione della Associazione.

     Ovviamente tutti voi capite che cosa significa la contrazione di tutta l’attività trasfusionale e donazionale di cui ci siamo occupati finora. Di fronte a pesanti riduzioni dei rimborsi associativi legati al decremento delle donazioni, le spese rimangono impegnative: si parla ad es. di ca. 4.500 euro mensili per il personale, 850 per l’affitto e 250 per il garage senza parlare di spese per gli abbonamenti (es. 4150 euro l’anno per il collegamento telematico con gli ospedali, 1700 per il sistema di trasporto sangue ai Centri Trasfusionali, 1150 per i controlli batteriologici di sala, arredo e strumentazione della sala donazione e circa 400 per l’ossigeno e la fotocopiatrice/scanner/stampante), la strumentazione, le attrezzature e il materiale sanitario, oltre agli esami extradonazionali e ai controlli cardiologici che il Servizio Trasfusionale di Salerno non prevede (!) per le donazioni che vengono effettuate presso la Ns. Sede Sociale..…A tal proposito, onde evitare errate attribuzioni di competenze, ricordo che i compiti delle associazioni come la VOSS sono di informazione e sensibilizzazione (cioè creazione di una cultura della solidarietà) dell'opinione pubblica, promozione (di iniziative incentivanti la donazione) e poi reclutamento, chiamata ed assistenza ai donatori; si prevede anche la raccolta sangue ad opera delle Unità di Raccolta, ma non certamente il compito di praticare gli esami, che rimane di esclusiva competenza dei Servizi Trasfusionali Ospedalieri. Non raramente infatti per via mail riceviamo dai Ns. donatori lamentele, circa gli esami sul sangue donato, che -per quanto appena detto- in nessun caso possono vederci responsabili.

     La verifica (dagli estratti conto trimestrali) dei decrementi delle Ns. risorse è pesante; ma ovviamente non è quella a rattristarci quanto, come si diceva, l’indebolimento dell’input donazionale dei donatori, anche della VOSS, espressione più in generale dell’affievolimento dello spirito solidaristico, specie delle nuove generazioni. E’ perciò nei programmi dello scrivente impegnare gli attuali giovani volontari dell’ARCI nella ricerca di nuove fonti di penetrazione nell’opinione pubblica, specie giovanile, ad es. associazioni studentesche, universitarie, culturali, artistiche ecc. per portarvi l’informazione e l’idea della donazione. Tutto sommato è la via, col progetto università degli anni 1999-2005 e con quello dei licei negli anni 2006-11, che ho seguito per far nascere e poi implementare la nostra V.O.S.S. E’ più che evidente che ai miei 80 anni sono vie per me ormai precluse….. A tal proposito però, se qualcuno che mi legge può aprirci a realtà propositive in tal senso, sarò ben lieto di essere contattato per costruire insieme nuove iniziative.

     Ugualmente, qualunque Ns. donatore voglia verificare di persona i bilanci 2020, regolarmente vidimati dal Consiglio Direttivo e verificati dai Revisori dei Conti, mi contatti al 338/7496577.

     L’età personale e quella del dr. D. De Santis rendono prossimo il Ns. avvicendamento rispettivamente alla presidenza e alla direzione sanitaria della V.O.S.S. Con il prossimo Consiglio Direttivo forze nuove e più giovani potranno, speriamo, essere di maggior aiuto all’idea donazionale e alla V.O.S.S.

     Nel congedarmi da tutti voi, cari amici, consentitemi una sollecitazione, che è poi un vero appello: quando siamo diventati donatori è stato perché abbiamo avvertito nel nostro animo un input di solidarietà verso i più sfortunati, diventando così un po' più buoni. Ricordo che il giorno della mia donazione era per me un giorno speciale, in cui mi sembrava tutto più bello, dalla natura all'...uomo. Dai non donatori posso forse venire accusato di eccessiva enfasi, ma sono sicuro che anche per voi tutti, donatori, quello della donazione era (e spero sia ancora) un giorno diverso dagli altri, un giorno in cui si è tutti un po' più fratelli. E allora, non lasciate spegnere nel vostro cuore quell'afflato di generosità che vi rende della persone speciali e perciò "amate dal Signore".

     E' con questo spirito che è nata la V.O.S.S, spero per tutti voi una grande ricchezza.

      Ai Ns. donatori, come sempre,  la più profonda gratitudine, del C. D. e mio personale, con l’augurio per tutti noi che almeno di COVID non si parli più.

Il Presidente della VOSS

                                                                                                                                                                                                          (dr. A. Guerrazzi)